La Sicilia s’è desta e fa paura. E’ partita la rivoluzione culturale
Quando due giorni fa i primi tir hanno iniziato ad invadere le principali strade siciliane, inizialmente i più faticavano a comprendere cosa stesse succedendo. Ma è bastato solo un giorno e il formidabile aiuto del popolo della rete, affinchè la protesta e le sue motivazioni fossero recepite da tutti. La Sicilia vuole la defiscalizzazione della benzina, vuole l’abbassamento dei pedaggi autostradali, vuole rispetto per i suoi prodotti ittici ed agricoli. Questa volta, però, la politica non è stata chiamata in causa, così come non sono stati chiamati in causa neppure i sindacati e le varie associazioni di categoria. Sono i lavoratori che protestano, rimettendoci anche di tasca propria. “Lo decidiamo noi di che morte dobbiamo morire – tuonava ieri sera Mariano Ferro, leader del movimento dei forconi”. Un movimento che, insieme all’Aias e alle varie categorie di pescatori ed agricoltori, si sta facendo sentire. L’aiuto indispensabile di internet è servito ad accendere la luce su una situazione che i media nazionali avevano voluto oscurare. Non sono d’accordo con chi ieri affermava che i grandi mezzi di comunicazione stavano cercando di comprendere cosa stesse accadendo in Sicilia prima di dare la notizia. E il motivo del mio disaccordo è semplice: lo sapevano benissimo cosa stava accadendo, ma si stava e si sta provando ancora a cercare di frenare mediaticamente l’iniziativa. Ma facebook e tweeter sono dei potentissimi mezzi che, se utilizzati nel modo giusto, possono aiutare anche un popolo in difficoltà, come quello siciliano, a rialzare la testa, a riorganizzarsi e a tentare di farsi rispettare. Siamo stanchi di sentire dai padani che al Sud si bivacca e che non si vuole lavorare. Il Sud, dopo essere stato depredato dal Nord (e questa è storia) rivendica i suoi diritti e cerca di non far fallire quelle aziende che sono stritolate dai debiti. Il Sud ha bocciato la politica Siciliana: vuole mandare a casa il Partito Democratico, l’Udc, il Pdl, l’Mpa, Fli e tutti quei partiti e quei politici che hanno sempre promesso e mai mantenuto, pur guadagnando tantissimo e facendo pochissimo o nulla per questa splendida terra. Il Sud ha bocciato anche i sindacati, che oggi sono lontani anni luce dai bisogni del popolo siciliano. E allora non resta che continuare con le manifestazioni finchè non si sarà ottenuto quanto richiesto. Bisogna farlo per le nostre famiglie e per i nostri figli. In molti si stanno preoccupando perchè i carburanti stanno terminando e le provvigioni alimentari scarseggiano. Non sarà un dramma camminare a piedi per alcuni giorni o cibarsi di un pò di pasta in più rinunciando a piatti più elaborati. Vale la pena che tutti facciamo qualche sacrificio. La Sicilia s’è desta, il meridione si sta risvegliando e questo fa paura sia al Nord che a Roma. Ma quelli che sono più impauriti sono i nostri politici, che adesso vengono additati come resp0nsabili della situazione attuale e che non hanno il coraggio di dire nulla su quanto sta accadendo. E’ questo il segnale più importante: il distacco dei politici dalla realtà. E allora, cari siciliani, coscienti di trovarci in piena rivoluzione culturale, riprendiamoci la Sicilia e la politica.
GianPaolo De Simone
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