I Tg nazionali ignorano la protesta siciliana del movimento dei forconi
Se ne parlava da diverso tempo, ma da questa mattina il Movimento dei Forconi ha iniziato la sua azione di protesta contro la manovra del governo Monti e contro i deputati nazionali e regionali siciliani che non fanno abbastanza affinchè la Sicilia venga rispettata. Si chiede la defiscalizzazione della benzina, che viene estratta e raffinata in Sicilia e poi, non si sa per quale motivo, è proprio la Sicilia a pagarla al prezzo più alto d’Italia. Si chiede anche una riduzione dei costi per i traghetti, in particolar modo per i mezzi che, quotidianamente, portano i prodotti siciliani nel resto d’Italia. E ancora, la volontà di veder ridotti i pedaggi autostradali, schizzati a prezzi incredibili. Il tutto per rendere le aziende siciliane nuovamente competitive visto che la qualità dei prodotti siciliani è indiscutibile. Per quanto riguarda la pesca, invece, si chiede maggiore comprensione per i pescatori che sono vessati da tasse e balzelli vari e che non riescono più ad andare avanti. La Sicilia è in ginocchio, ma non vuole abbassare la testa. Il Movimento dei Forconi ha iniziato questa protesta pacifica con il blocco delle autostrade e delle strade principali che quotidianamente vengono attraversate dagli autotrasportatori. Il risultato che si spera di portare a casa è quello di avere attenzione e considerazione da parte del Governo centrale, che non può indiscriminatamente chiedere ai cittadini sacrifici, senza guardare a quelli che sono gli interessi delle aziende e di tutte quelle persone che vivono grazie ai sacrifici che, quotidianamente, si trovano ad affrontare. ”Abbiamo deciso di occupare i luoghi strategici e simbolici in tutta la regione : snodi autostradali, porti, raffinerie, aeroporti, banche e sedi della Serit”, – ha affermato Mariano Ferro, 52enne avolese, leader della protesta dei forconi. “Siamo stanchi di false promesse – continua Ferro – e della politica che non dà risposte. Vogliamo che la gente torni a manifestare la sua indignazione e la sua voglia di cambiamento. E che il governo di Palermo ci ascolti”. Intanto la protesta continuerà per tutta la settimana, ma in questo primo giorno, la notizia che più salta agli occhi è l’assoluta indifferenza dei mezzi di comunicazione nazionali. Purtroppo, quando protesta, la Sicilia non fa notizia. Da Siciliani non demordiamo. Continuiamo a lottare per i nostri diritti. Il popolo del Nord, se si fosse trovato in queste stesse condizioni, si sarebbe già fatto sentire da tempo. Continuiamo a lottare, a testa alta, senza farci intimorire. La Sicilia è la terra più bella d’Italia, a noi siciliani il compito di farla rispettare.
GianPaolo De Simone




